Frozen ❄️

Odio il freddo. È un incipit abbastanza ambiguo ma effettivamente odio il freddo!

Sono più la tipa da “30 gradi”, amo l’estate, il caldo (anche se è afoso) i vestitini. Non amo le spiagge affollate, quindi per me l’estate è principalmente lavoro e mare ad orari assurdi! Però, è la mia stagione, rinasco, prendo l’energia vitale dal sole. (nata e cresciuta al sud, dove il minimo sono 10 gradi a gennaio 😂)

Il via, dopo questa piccola premessa!

Vivo in un paese dell’Abruzzo, ogni mattina mi sveglio e vedo il gran sasso, in questo periodo innevato, un paesaggio mozzafiato, ed ogni giorno mi regala un’emozione diversa. È meraviglioso. Sogno di raggiungere la vetta e buttarmi in quella vasta, soffice, bianca neve.

Ed eccomi qui, non proprio sulla punta del gran sasso, ma giù di lì, in una strada tutte curve, con il sole che a volte fa il birichino e si nasconde tra le montagne e gli alberi, che diventano sempre più fitti, alti.. Potenti, abbracciati dalla neve.

Un sentiero porta ad un parco, anch’esso ovviamente innevato, con le panchine, sembra di essere in una fiaba.

Saliamo, su quella strada bagnata ma pulita, gli addetti prima di noi hanno fatto il loro lavoro.

Fino ad arrivare in cima.

Il sole ci bacia. Il cielo è azzurro. L’aria è fresca. Si respira. Aria pura. È come rinascere. Ed eccola lì, la neve.

Divento una bambina. Smetto di pensare al freddo, alle scarpe bagnate, ai calzino fradici e gioco, divento tutt’uno con essa. Sento il calore. Rido, sprofondando nella neve!

Sembra di essere su una nuvola.

City horror story

Pomeriggio all’insegna della paura.
Città ricoperta da montagne, abbiamo deciso di seguire una strana, persi nel verse, con erba alta e silenzio. Solo il querulo abbaiare di un cane (o forse era il lamento di un lupo.) Rimbombava in quella vasta landa desolata. Tra terreno bagnato, rami e spine (un po’ la scena del principe Filippo per raggiungere la sua bella addormentata!) siamo arrivati in questo spiazzale, sempre incolto, con una grande casa rosa a due piani. Il cancello e la porta aperti, come nei migliori film dell’orrore, abbiamo deciso di entrare! Impavidi.
Il secondo piano era inagibile, niente scale o accessi fattibili.
L’entrata, sporca, abbandonata a se stessa, con piccoli ma inquietanti particolari, un sedia con sopra attrezzi, in ordine, scarpe. Tutto sistemato come se fosse messo lì di proposito.
Le altre stanze, spoglie, sporche.
Un forno, un caminetto.
Inquietante, raccontavano una storia, un posto vissuto chissà quanti anni fa e da chi.
Ovviamente, la suggestione fa brutti scherzi, la mia mente ha sentito una voce, maschile. Qualcuno che diceva “pronto” .
Un classico quando si entra in questi posti, o forse… c’era veramente qualcuno?

Grey’s Anatomy

*potrebbe contenere spoiler*

Ho ripreso a vedere Grey’s Anatomy, in un mese sono arrivata già alla decima stagione. Una droga. Il Seattle grace è diventata la mia casa.

(mi succede sempre prima di ogni esame, mi infogno con una serie e addio)

Lo vidi la prima volta nel lontano 2005, prima che Shonda decidesse di far morire ogni protagonista presente. E ogni volta è come la prima. Mi emoziona, piango, mi rende euforica, mi rappresenta. Mi fa sognare. Cristina e owen particolarmente.

Chi non ha mai sognato un amore alla Derek e Meredith o alla Cristina e owen?

“tu sei la mia persona” a quante amiche lo abbiamo detto?

Il profumo del ricordo

Anno nuovo.
Personalmente non ho mai creduto alla frase “anno nuovo, vita nuova” La vita la scegliamo noi, giorno per giorno, minuto per minuto. Ed io potrei iniziare una nuova vita anche adesso, o domani.
§
Per Natale ho ricevuto un libro come regalo: “Matilde” Regalo apprezzato, anche se è una lettura molto semplice, il classico libro della battello a vapore per ragazzi, con disegni annessi e caratteri enormi!
Ma la mitica Matilde è stata una lettura molto piacevole, soprattutto per il ricordo ad esso associato.
Lontano 1996, prima uscita in tv, il film che è parte integrante della mia infanzia (con jumanji!)
Lo ricordo come se non fosse passato così tanto tempo, ricordo la bramosia di essere come la piccola bambina che divorava libri, ricordo l’ansia per la signorina trinciabue e come dimenticarsi la scena della torta, grande, torta al cioccolato.
Ricordo il calore del soggiorno, mia madre e mia sorella sedute accanto a me sul divano a tre posti, la porta socchiusa, la stufa. Percepisco lo stato di benessere anche a distanza di anni.
Ah, cattiva nostalgia. Questo stato d’animo che a volte mi prende e non mi abbandona.
Piacevole, intangibile nostalgia.

Buon compleanno mr. Grape

Ho visto per la prima volta “buon compleanno mr Grape” (sempre al pari con gli altri 😂)
S-T-U-P-E-N-D-O
Un piccolo Leonardo di Caprio agli albori della sua carriera (e ne ha fatta di strada!) in un’ interpretazione che mi ha lasciata esterrefatta.
Vengono affrontate tematiche importanti, una realtà pesante. Dopo la morte del padre, suicidatosi, la madre perde la cognizione con la realtà lasciandosi lentamente consumare dall’abbondante cibo, l’unico sfogo che riesce a riempire il vuoto della perdita. Abbandonando a sé stessi i quattro figli rimasti a vivere nella piccola cittadina. Le grosse sembianze della donna vengono desire, aumentando la difficoltà dei figli ad accettare la situazione. In una famiglia già destabilizzata, la presenza di Arnie, il figlio con un ritardo mentale, complica tutto. Arnie, con la sua vivacità, tende a cacciarsi sempre nei guai, e Gilbert (interpretato dal giovane jhonny Depp) si prende cura di lui in tutto, è la colonna portante della famiglia. Mi ha colpito particolarmente il suo personaggio, un ragazzo, che cerca di lavorare per non far mancare nulla, una costante nella vita di Arnie. Un uomo che vive costantemente con il desiderio di fuggire via e mollare tutto ma che resta, responsabile, tra sensi di colpa e amore. Mette sempre davanti gli altri, dimenticandosi quasi di sé stesso, con l’unico desiderio di “essere una brava persona”.
Consiglio vivamente questo film per chi come me non l’ha mai visto!

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito